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venerdì 29 novembre 2013

Domenico G. Bernoni: Le tre vecchie

Fiabe veneziane: Le tre vecchie

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[Bernardo Strozzi [Public domain], attraverso Wikimedia Commons, 1615.]

Incipit

C'erano una volta tre sorelle, tutte e tre giovani: una aveva sessantasette anni, una ne aveva settantacinque, e una ne aveva novantaquattro. Dunque, 'ste tre donne avevano una casa con un bel terrazzino e, nel mezzo, c'era un buco attraverso cui si vedeva la gente passare. Quella di novantaquattro anni vede che passa un bel giovane; si mette subito in bocca della confettura odorosa e, mentre lui passa sotto questo terrazzino, lei gli sputa addosso su una mano. Questi, sentendo quell'odore soave, dice: «Questo è l'odore di una qualche bella ragazza.»

sabato 16 novembre 2013

Antonio De Nino: Favetta

Fiabe abruzzesi: Favetta

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[ ©ParfyWarfy on Deviant Art.com - Pubblicazione gentilmente autorizzata dall'artista. ]

Incipit

Dunque, c'era una volta un re che aveva una bella figlia. L'astrologo aveva detto che, un giorno o l'altro, per virtù di un raggio di sole, la bella figlia sarebbe rimasta gravida. Figuratevi il padre! "Gravida?" Pensò di chiudere la figlia in una torre dove non c'erano finestre. La figlia aveva per compagnia molte damigelle. Le damigelle non facevano altro che mettere olio alle lucerne, che ardevano giorno e notte. La figlia del re si annoiò durante quella prigionia. E ogni sera, quando si chiudeva in camera per mettersi a letto, lavorava e lavorava, cercando di fare un buco nel muro. Finì il buco in una notte; si affacciò, e vide svolazzare molti uccelli, mentre il sole spuntava. Nel ricevere il primo raggio di sole, svenne e cadde.

giovedì 14 novembre 2013

A.N. Afanas'ev: Le mele della giovinezza e l'acqua della vita.

Dalla Russia: Le mele della giovinezza e l'acqua della vita.

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["Apples of Youth and Live Water", arte Vintage anni'50 circa. Di Nikolai Kochergin.]

Incipit

In un certo reame, in una certa terra, viveva uno zar con i suoi tre figli: Fedor (il maggiore), Vasilii (il mezzano) e Ivan (il minore). Lo zar aveva ormai una certa età, e non ci vedeva quasi più, e aveva sentito dire che oltre la trentanovesima terra, nel trentesimo regno, c'era un frutteto in cui crescevano le mele della giovinezza e dove sgorgava la sorgente dell'acqua della vita. Se l'anziano avesse potuto mangiare una di quelle mele sarebbe ritornato giovane, e se si fosse potuto lavare gli occhi con quell'acqua avrebbe riacquistato la vista. Dunque, lo zar fece preparare una gran festa a cui furono invitati tutti i principi e i boiari del mondo, e disse loro: «Chi fra di voi, miei fedeli nobiluomini, si offre come volontario per un viaggio in direzione del trentesimo regno, oltre la trentanovesima terra? Colui che mi riporterà qualcuna delle mele della giovinezza e una caraffa con l'acqua della vita, riceverà in dono metà del mio regno.» Ma siccome il coraggio à un dono di pochi, e nessuno volle farsi avanti, ecco che intervenne il principe Fedor e disse: «Non à il caso di rischiare che una parte del regno finisca in mano ad un estraneo. M'imbarcherò io in quest'impresa.» Fedor andò nelle scuderie e prese un cavallo non ancora domato e gli attaccò delle briglie nuove di zecca, poi si munì di un frustino nuovo di zecca, e per rafforzare la sella, la legò con tredici cinghie (una in più del solito). Fatto ciò, partì, più veloce della luce.

domenica 27 ottobre 2013

La colomba bianca (Danimarca)

Fiabe popolari danesi: "La colomba bianca".

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(illustrazione di H.J.Ford, 1897.)

Incipit

C'era una volta un re che aveva due figli piuttosto spericolati, i quali avevano sempre qualcosa di sciocco da fare. Un giorno remavano da soli in mare aperto, a bordo di una barchetta; quando uscirono il tempo era bello, ma poco dopo essersi allontanati dalla riva si scatenò una terribile tempesta. I remi finirono subito fuori bordo, mentre la barca fu preda dei cavalloni che la scuotevano tutta come un guscio di noce, e i due principi dovettero reggersi forte per non finire in mare. A un certo punto incrociarono un insolito vascello, un trogolo², in cui era seduta una vecchia che li chiamò e disse che li avrebbe salvati in cambio del bambino che la loro madre, la regina, portava in grembo.

sabato 12 ottobre 2013

Fiabe norvegesi: Vero e Falso.

Dalla Norvegia: Vero e Falso.

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(illustrazione per la fiaba popolare norvegese reperita sul sito: TittaFroskens eventyrfavoritter.)

Incipit

C'erano una volta due fratelli; uno si chiamava Vero, e l'altro, Falso. Vero era sempre onesto e buono con tutti, mentre Falso era cattivo e bugiardo, tant'è che nessuno aveva più fiducia in lui. La loro madre era una povera vedova, e non potendoli più mantenere, appena furono grandi si vide costretta a mandarli via di casa, affinché potessero guadagnarsi da soli il pane quotidiano; diede loro uno zaino per uno con dentro un po' di cibo, e infine i due pellegrini partirono. Vagarono tutto il giorno, e perciò, a sera erano stanchi ed affamati: pensarono, quindi, che un boccone ci sarebbe stato proprio bene e così si fermarono nel bosco; si dettero ai piedi di un albero sdradicato dal vento, aprirono le loro sacche e s'apprestarono a cenare. «Se non ti dispiace» disse Falso, «consumiamo prima il contenuto della tua, finché ce n'è; poi mangeremo dalla mia.» Vero acconsentì volentieri, e cominciarono a mangiare; ma Falso tenne per sé tutte le parti migliori e se ne riempì la pancia, mentre a Vero toccarono soltanto avanzi e croste di pane bruciato.

giovedì 10 ottobre 2013

Fiabe norvegesi: "Perché il mare è salato"

A.& Moe: Perché il mare è salato.

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(illustrazione tratta dal sito Ndla.no)

Incipit

C'erano una volta, ma tanto, tanto tempo fa, due fratelli: uno ricco e uno povero. Un anno, alla Vigilia di Natale, al fratello povero non erano rimaste che poche briciole di cibo (pane o carne che fosse), così, andò dal fratello ricco a supplicarlo che gli desse qualcosa da portare a casa, in nome di Dio; non era la prima volta che il poveretto si vedeva costretto a chiedere aiuto, e perciò al ricco non fece affatto piacere ritrovarsi davanti il povero di nuovo, e così gli disse: «Se farai come ti dico, ti darò una grossa porzione di pancetta.» Il povero, riconoscente, rispose, naturalmente, che era disposto a tutto, e pertanto il ricco gli disse: «Bene, ora tieniti stretta la tua pancetta e vattene al diavolo.»

martedì 8 ottobre 2013

Il fuso, la spola e l'ago

Grimm: Il fuso, la spola e l'ago

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(immagine illustrativa di: Elizabeth MacKinstry, 1906.)

Incipit

C'era una volta una ragazza, orfana di entrambi i genitori sin dalla tenera età. La sua madrina viveva tutta sola in una piccola casetta ai confini del villaggio, e per vivere faceva la tessitrice, la filatrice, e la cucitrice; la vecchia prese l'orfanella a servizio e la crebbe caritatevolmente. Quando la fanciulla ebbe quindici anni, la madrina si ammalò [...]

Come finirà la storia? Leggete, e, se vi va, commentate. I commenti sono sempre molto graditi. ;)